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A soli 19 anni, “Little Gaby” si guadagnò la fama grazie a un’impresa straordinaria per quell’epoca e - soprattutto - per una donna di quell’epoca. Partendo da Milano a bordo del monomotore da turismo Breda Ba. 15, sorvolò otto Paesi europei (Austria, Cecoslovacchia, Germania, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia) in soli 25 giorni.
Erano anni in cui il regime fascista incoraggiava le grandi imprese dei piloti per avere risonanza internazionale e nel caso di Gaby, una donna, le ragioni per farlo erano ancora più evidenti.
Fu così che la Angelini ebbe l’occasione di partire per un nuovo incredibile viaggio, questa volta da Milano a Delhi, sorvolando la Libia, l’Egitto, l’Iraq e il Pakistan. La fortuna non fu però dalla sua parte e il suo aereo precipitò in Libia per colpa di una tempesta di sabbia.
Un paio di anni dopo la sua morte, Benito Mussolini rifiutò l’ingresso alle donne nelle scuole di volo, ricordando al prefetto di Bologna in un telegramma che “nell'Italia fascista le donne dovevano già pilotare numerosi figli, mentre pilotare gli aerei era un affare serio per il quale vi era un numero sufficiente di uomini” (fonte: Wikipedia).
Ci dispiace, quella di Gabriella Angelini è una storia davvero ingiusta.
Ma nella nostra rubrica “Straordinaria” abbiamo scelto di raccontare le storie delle vittorie, delle conquiste, ma anche dei fallimenti e dei sacrifici che le donne hanno affrontato per cambiare il futuro dell’aviazione.
Se voleste approfondire la storia di Gaby e guardare il cielo attraverso i suoi occhi, online potreste ancora trovare qualche vecchia copia de Il Diario di Gaby, edizione di Mondadori del 1933.