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Volare con i bambini: i consigli e le esperienze delle mamme blogger

Talvolta si tratta di esperienze magnifiche, in altri casi invece c’è bisogno di un po’ di organizzazione in più. Ecco come le mamme blogger raccontano le loro esperienze:

Come cambia l’approccio al viaggio quando si diventa mamme?


Alessandra Granata – I viaggi dei rospi

“Diventare mamma è un viaggio nel viaggio ma… sono sincera (e forse anche un po’ incosciente) devo ammettere che il mio approccio personale al viaggio non è cambiato con l’arrivo di Federico! L’irrefrenabile voglia di partire e mettersi in macchina è rimasta tale e quale. Quello che è cambiato – e in toto – è stato il come e quando organizzare la valigia! Prima dell’arrivo del Rospetto di casa, ci bastava prendere quattro cose, buttarle nello zaino e partire, senza aver prenotato l’alloggio per la notte. Semplicemente all’avventura!! Dopo la nascita dell’erede, invece, è stato necessario organizzare il viaggio, prenotando almeno i pernottamenti per la prima notte e lo stretto necessario per la sopravvivenza del pargolo (latte e pannolini) almeno per due giorni e qualche cambio in più per lui. Tutto quello che si può e si poteva comperare, anche direttamente in loco, da lasciare direttamente a casa, onde evitare inutili e pesanti bagagli”.


Silvia Ceriegi – Trippando

“Da quando sono diventata mamma, programmo i viaggi con maggiore attenzione e cerco di non lasciare nulla al caso. In particolare, prenoto sempre gli alloggi e forse sono diventata più esigente anche quando li scelgo...”.


Valentina Cappio – The Family Company

“Direi che migliora decisamente. Si impara a rallentare. A vivere luoghi e persone con gli occhi stupiti dei propri bambini, con la mente libera da pregiudizi e costrizioni, con una curiosità quasi ingenua. Viaggiare con i bambini ti obbliga, in un certo qual modo, a concentrarsi più sul viaggio che sulla meta. Per i bambini, non esiste la destinazione finale. Esiste il percorso. Fatto di tanti piccoli istanti. Ogni istante deve diventare speciale, magico. Altrimenti, si annoiano, si stancano e diventa tutto più difficile. E per rendere ogni istante speciale, non c'è altro modo che trasformarsi in cappellai matti, re-inventarsi lungo il percorso, lasciare a casa la fretta di arrivare ed imparare godere delle piccole cose. Come una pozzanghera, un sasso colorato, una nuvola dalla forma bizzarra”.


Valentina Besana – BeRoad

“La scelta della meta diventa molto più oculata e bisogna sempre mettere in conto imprevisti dell’ultimo momento che costringono ad annullare il viaggio (febbroni a 40, varicella, virus vari… devo continuare?). Voglio essere schietta, non credo a chi vuole farmi credere che viaggiare con bambini sia una passeggiata, personalmente non parto più con la leggerezza tipica di quando non avevo figli. Con questo non voglio dire che viaggiare con bambini piccoli sia (solo) stress e organizzazione, torno sempre a casa con una bellissima esperienza da raccontare e convinta che i viaggi facciano solo bene (ai bimbi e ai loro genitori)”.

 

A quale età il tuo bimbo ha fatto il suo primo viaggio in aereo? Com’è andata?

Liliana Monticone - Blog

“Posso dirvi che a 14 mesi aveva fatto 14 stati. Purtroppo poi non è stato possibile mantenere questo trend! Sempre partiti contro il parere di genitori, amici (e pediatra!) prima e insegnanti ora. Per lavoro non possiamo muoverci nella stagione estiva, quindi viaggiamo in inverno. Valeria arriva sempre a fine anno scolastico con alcuni giorni di assenza di margine prima della bocciatura per legge, per via delle assenze. Penso che le paure siano comunque tutte italiane. Il mondo è pieno di bambini, anche piccolissimi, che viaggiano ovunque e, permettetemi di dirlo, hanno una marcia in più! Scoprire il mondo (da viaggiatore più che da turista) ti permette di crescere con uno spazio mentale più aperto al diverso e più creativo nella soluzione delle difficoltà quotidiane. Ti permette di contestualizzare e relativizzare i tuoi problemi di tutti i giorni di iphone e scarpe firmate. Quando regali a un bambino nepalese la tua felpa perché sta tremando di freddo e non può comprarla, i problemi quotidiani assumono una dimensione diversa”.


Milena Marchioni – Bimbi e Viaggi

“Il nostro primo volo in 3 è stato a Formentera, quando mia figlia aveva 5 mesi: onde evitare di farmi prendere dalle paranoie da neomamma, ho pensato di partire il prima possibile con lei. Quindi per il suo battesimo le abbiamo regalato questa vacanzina. Il viaggio è andato benissimo: per scrupolo durante decollo e atterraggio l'ho attaccata al seno (dicono sia utile per evitare fastidi alle orecchie) ma lei non ha avuto alcun problema. E, visto che il battesimo di volo era andato bene, per il suo primo compleanno le abbiamo regalato il primo intercontinentale (per le Maldive) ;-)”


Valentina Cappio – The Family Company

“Il primo viaggio in aereo di Leonardo è avvenuto a 3 mesi; mentre quello di Alessio a 8. In entrambi i casi, si è trattato di voli brevi, di massimo tre ore e non abbiamo avuto nessun tipo di problema. Adesso, forse, è ancora più bello. Mi sorprendo sempre di quanto basta poco per renderli felici. Il rombo del motore, l'aereo che si alza e che taglia in due le nuvole... Loro si divertono da impazzire. E io con loro”.


Chiara Santamaria - Ma che davvero?

“Non prestissimo: a due anni e mezzo. È andata molto bene, si è subito trovata a suo agio. Devo dire che anche io mi ero 'attrezzata' con colori, blocco, giochi, libri e App. Non solo per tenerla occupata e consentirle un viaggio piacevole, ma anche perché sono molto sensibile al problema 'bambini che strillano in aereo': nonostante io sia una mamma, non li sopporto! Tranne casi di malessere, spesso basta veramente poco per tenere un bambino serenamente occupato e i suoi vicini di sedile tranquilli”.

Quali sono le tre cose che non devono mai mancare nel bagaglio?

Alessandra Granata – I viaggi dei rospi

“La voglia di giocare, di sperimentare e di sporcarsi, se penso alle attitudini che bisogna da quanto arriva un cucciolo a scombussolare gli equilibri! Fare squadra, perché la gestione del bimbo – a casa, come in viaggio – non è da delegare solo alla mamma! Affrontare tutto con il sorriso, anche nei momenti in cui è facile farsi prendere dal panico… fidatevi è normale e… capita anche a noi, ma giorno dopo giorno, provando e cimentandosi in attività nuove, diventerete sempre più affiatati come genitori e come famiglia! E poi alcune cose pratiche: in aereo è importantissimo avere un biberon, un ciuccio o attaccare il bimbo al seno in fase di decollo e atterraggio onde evitare problemi di compensazione. Un minimo cambio e qualche giochino per l’intrattenimento a bordo. Cercando di evitare diavolerie elettroniche che possono risultare fastidiose per gli altri passeggeri, sono consigliatissimi i libri e il classico kit per colorare per i più grandicelli”.


Milena Marchioni – Bimbi e Viaggi

“A seconda dell'età del bambino cambiano le esigenze. Ma tre cose sono sempre state con noi da quando è iniziato il suo svezzamento: un pacchetto di biscotti secchi, una bottiglietta d'acqua e le salviettine disinfettanti per ogni evenienza (dalla pulizia delle mani alle piccole ferite)”.


Elisa Paterlini - Miprendoemiportovia

“Noi siamo viaggiatori easy come lo eravamo prima, viaggiamo leggerissimi senza passeggino ma solo con la fascia (che è fondamentale), allatto ancora Manina al seno quindi non abbiamo bisogno di nulla. Dal primo viaggio (a quattro mesi) al secondo (otto mesi) abbiamo visto che è utile portare con sé qualcosa per farlo giocare e passare i momenti di noia”.


Chiara Santamaria - Ma che davvero?

“Io porto sempre blocco e colori, pupazzi piccoli con cui giocare, un paio di giornalini, libri di stickers da attaccare. E poi salvo qualche App e video divertente sul mio telefono. Se si viaggia con le low cost è sempre meglio portare snack e drink”.

 

Che consigli daresti ai neo-genitori alle prese con l’organizzazione del loro primo viaggio in tre?

Liliana Monticone - Blog

“Lasciate da parte le paure e godetevi le cose belle. Se adesso non vedete l'ora che cresca per dormire e riposarvi... sappiate che questi anni volano e in men che non si dica vi ritroverete come noi, con una figlia 13enne che ormai viaggia quasi da sola. Forse avete già aspettato troppo a decidere di partire. Il tempo scorre, le vacanze passano, ma il piacere del tempo speso in tre, dedicato esclusivamente allo stare in famiglia è la cosa più importante al mondo. Non fatevi influenzare da chi ha più paure di voi. Cercate (anche in rete, nella vita offline è molto difficile trovarli) i figli di chi viaggia davvero. Sono differenti dai coetanei! È un dato di fatto!”.


Valentina Cappio – The Family Company

“Viaggiare con i bambini è meraviglioso. Ma direi una bugia, se affermassi che è sempre bello, magico e facile. Non esistono formule magiche, basta non dimenticare che i bambini sono bambini, anche in viaggio. Con le loro esigenze, i loro ritmi, i loro capricci. Qualche piccolo trucco c'è: sfruttare gli orari dei sonnellini per viaggiare; preparare uno zainetto con giochi, pastelli, fogli da colorare e qualche piccolo dolcino da regalare nei momenti più critici; inserire sempre - nei nostri itinerari di viaggio -qualche tappa adatta ai più piccoli, fosse anche un piccolo parco giochi; e, infine, mettere in valigia una buona dose di pazienza e tanta allegria. Ne vale sempre la pena!”


Valentina Besana – BeRoad

“Cercate di capire quale alloggio faccia al caso vostro, se avete sempre viaggiato in ostello/albergo non è detto che sia la soluzione giusta anche ora che siete in tre. Una cucina a disposizione può salvarvi da molte situazioni scomode (una cena al ristorante quando i bambini sono stanchi può diventare un vero incubo!). Non scegliete mete dall’altra parte del mondo solo per dimostrare a voi stessi (e agli altri) che l’arrivo di un bambino non ha cambiato il vostro modo di viaggiare. Sceglietele solo se siete convinti che sia la cosa giusta da fare per voi. Il mio ultimo consiglio è di non smettere di viaggiare. Che siano brevi weekend, viaggi on the road o semplici vacanze al mare, l’importante è muoversi insieme”.


Elisa Paterlini - Miprendoemiportovia

“Di stare tranquilli e sereni, i bimbi respirano quello che siamo e se noi siamo sereni lo saranno anche loro. Di spiegare loro cosa sta succedendo per renderli partecipi anche se sono piccolissimi. E di godersi il viaggio”.